L’Aula vota a favore della mozione bipartisan per bloccare i pagamenti degli agricoltori in attesa di verifiche sul Consorzio di Bonifica, ma il governo regionale dichiara la sua contrarietà.
BARI (EN24)- Sospiro di sollievo, seppur temporaneo, per i contribuenti agricoli del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Il Consiglio Regionale ha approvato con 19 voti favorevoli e 17 contrari una mozione bipartisan che impegna la Giunta a sospendere l’esazione del contestato tributo 630, versato da anni per interventi di bonifica spesso ritenuti inesistenti.
La mozione, nata da una sinergia tra esponenti del Movimento 5 Stelle, La Puglia Domani, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha trovato un inatteso sostegno trasversale durante un acceso consiglio monotematico, caratterizzato dalla partecipazione di numerosi consiglieri e da un confronto diretto con i rappresentanti del mondo agricolo.
Cristian Casili (M5S), primo firmatario del documento, ha sottolineato come l’iniziativa sia “il risultato di un lavoro costruito ascoltando le voci degli agricoltori, che da troppo tempo ricevono cartelle esattoriali senza vedere un solo intervento reale sul territorio”. La mozione prevede ora una sospensione delle procedure di riscossione del tributo, in attesa di una “ricognizione dettagliata sullo stato delle opere di bonifica, sulla loro effettiva efficienza e manutenzione, e sull’esecuzione degli interventi di competenza pubblica”. In sintesi, si chiede di bloccare i pagamenti fino a quando non sarà accertata la reale situazione degli interventi.
A commentare l’approvazione è intervenuto anche Antonio Scalera, consigliere di La Puglia Domani, attraverso una nota dai toni polemici: «Oggi il Consiglio Regionale ha approvato con 19 voti a favore e 17 contrari, la mozione a firma mia e del collega Casili. Una mozione passata anche con i voti dei colleghi di maggioranza che avrebbe impegnato la Giunta Regionale, nelle more della definitiva approvazione del Piano Generale di Bonifica, a disporre una puntuale verifica dello stato di conservazione, tenuta ed efficienza delle opere di bonifica del Consorzio; a disporre, ove ritenuto necessario, l’esecuzione degli interventi pubblici di bonifica di competenza regionale».
Scalera ha poi aggiunto: «Purtroppo, oggi che si sarebbe potuto scrivere una bella pagina per la nostra regione a favore del comparto agricolo, a causa della presa di posizione del Governo Regionale, che ha dichiarato che non darà seguito alla suddetta mozione (sospensione del tributo 630 e annullamento delle iscrizioni a ruolo e delle procedure di riscossione coatte e cautelari pendenti) quella pagina è stata strappata in pochi minuti e senza alcun senso. Sono stato facile profeta quando nello scorso consiglio regionale parlai di “pesce d’aprile” per gli agricoltori che in questo periodo stanno fronteggiando altri problemi, tra cui la siccità, le gelate, le grandinate e chi più né ha più né metta».
A rafforzare la posizione a favore della sospensione era giunta in precedenza anche una dichiarazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia, che aveva ricordato la possibilità di sospendere il tributo per un massimo di dodici mesi con decreto ministeriale.
Tuttavia, la stessa seduta consiliare ha visto una brusca frenata da parte del governo regionale, che ha comunicato ufficialmente: «La mozione sul consorzio di bonifica Centro Sud Puglia non potrà avere seguito nelle azioni della giunta. Alcuni elementi della mozione, nello specifico la sospensione dei contributi ex cod. 630 dovuti dagli agricoltori ai consorzi di bonifica, sono contrari alla legge». La Giunta ha ribadito che, in base al decreto legislativo 24 marzo 2025, n. 33, la sospensione della riscossione può avvenire solo per un periodo massimo di dodici mesi e con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in presenza di “situazioni eccezionali a carattere generale o relative a un’area significativa del territorio tali da alterare gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti”.
Ora la decisione finale spetta alla Giunta Emiliano, chiamata a tradurre l’indirizzo politico del Consiglio in un’azione concreta presso il MEF per bloccare temporaneamente le cartelle esattoriali, in attesa di fare chiarezza sulle attività del Consorzio Unico. La vicenda del tributo 630 continua dunque a tenere banco, alimentando le preoccupazioni di un settore agricolo già messo a dura prova da diverse criticità.
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