Femminicidio, ora è un reato autonomo: pene più severe e processi più rapidi

Dario Iaia (FdI): “Un cambio di rotta concreto per la tutela delle donne”

ROMA (EN24) – Alla vigilia dell’8 marzo, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un provvedimento che segna una svolta nella lotta alla violenza di genere: il femminicidio diventa un reato autonomo, distinto dall’omicidio comune e punito con l’ergastolo. Non più una semplice aggravante, ma una fattispecie penale specifica che permetterà di accelerare i processi e garantire giustizia più rapidamente.

L’onorevole Dario Iaia, deputato di Fratelli d’Italia e presidente provinciale di FdI Taranto, ha sottolineato l’importanza di questa riforma: “Non sarà più considerato un’aggravante dell’omicidio e non si potranno di conseguenza avviare tutte quelle valutazioni, a volte capestri, che rallentano i processi e l’applicazione delle pene per un reato così grave come il femminicidio”. Secondo Iaia, il governo Meloni ha imposto un “deciso cambio di rotta”, trasformando l’intervento normativo in una misura concreta per la protezione delle donne.

Oltre all’introduzione del reato di femminicidio, il disegno di legge prevede un inasprimento delle pene per maltrattamenti personali, stalking, violenza sessuale e revenge porn. “Purtroppo questi fenomeni continuano a verificarsi con frequenza ed è giusto perseguirli senza tentennamenti, in maniera forte e decisa”, ha aggiunto Iaia, evidenziando come le vittime di violenza dovranno sentirsi finalmente protette dallo Stato.

La riforma prevede inoltre l’obbligo per i pubblici ministeri di ascoltare direttamente le vittime, senza delegare l’audizione alla polizia giudiziaria. Viene limitato l’accesso ai benefici penitenziari per i condannati per reati legati alla violenza sulle donne e introdotto il diritto delle vittime di essere avvisate in caso di scarcerazione dell’autore del reato.

Per la ministra alle Pari Opportunità Eugenia Roccella, si tratta di “una novità dirompente, non solo giuridica ma anche culturale”, che punta a modificare profondamente la percezione e la gestione della violenza di genere nel nostro Paese. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito la riforma “un risultato epocale” che mette al centro le vittime e le loro famiglie, assicurando loro maggiore tutela.

Un passo avanti decisivo per la sicurezza e la giustizia, che conferma l’impegno del governo Meloni nella lotta contro la violenza sulle donne.

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